La Project Room sull'acqua a Palazzo delle Albere
I segni dell'acqua tra arte e scienza
L’ecosistema acquatico montano sarà al centro di percorsi espositivi e performance artistiche
Inaugurazione Project Room: venerdì 10 luglio alle 18, Palazzo delle Albere
Il MUSE invita a riflettere sulle trasformazioni ambientali e umane che interessano fiumi e laghi di alta quota attraverso il dialogo tra creatività artistica e ricerca scientifica. Venerdì 10 luglio alle 18, a Palazzo delle Albere, si terrà l'inaugurazione della Project Room del progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION, che immagina, attraverso le opere di tre artiste e artisti internazionali, nuovi modi di affrontare l'emergenza idrica. L'obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza delle trasformazioni di origine antropica che interessano le acque montane. Nell'era dell'Antropocene, infatti, l'impatto delle attività umane sul pianeta non si limita alle grandi metropoli o alle aree industriali, ma risale i corsi d'acqua fino a raggiungere le vette più impervie. Gli ecosistemi fluviali di alta quota – fiumi, torrenti, ruscelli glaciali e sorgenti alpine – si trovano oggi in una condizione di estrema vulnerabilità e rappresentano veri e propri "termometri" della crisi climatica.
«Conoscere le acque montane nell'Antropocene significa comprendere un ecosistema in rapida transizione, dove le forze geologiche e biologiche naturali sono ormai indissolubilmente legate all'impronta delle attività umane. Il MUSE affronta queste tematiche attraverso il dialogo tra la creatività di artiste, artisti e performer e il rigore della ricerca scientifica», anticipano Carlo Maiolini e Judith Inglavaga del programma "Science & Humanities" del MUSE.
Per Samuela Caliari, direttrice dell'Ufficio Programmi per il pubblico del MUSE: «L'acqua è molto più di una risorsa naturale: accompagna la vita di ciascuno di noi e oggi ci invita a riflettere sulle grandi trasformazioni ambientali che stiamo vivendo. Attraverso questo programma di iniziative, il MUSE conferma la volontà di affrontare questo tema con uno sguardo aperto e multidisciplinare, capace di mettere in dialogo scienza, arte e società. Siamo convinti che le grandi sfide contemporanee possano essere comprese e affrontate solo creando occasioni di incontro tra saperi, sensibilità e punti di vista diversi e complementari».
Un percorso iniziato a maggio alla Biennale di Venezia con l'evento collaterale "Ronald Ventura: Luna", una mostra d'arte contemporanea che racconta il legame tra la laguna di Venezia e l'ecosistema acquatico di Malabon, villaggio di pescatori delle Filippine.
Il percorso prosegue il 10 luglio con l'apertura, al piano terra di Palazzo delle Albere, della Project Room dedicata alle opere di Salomé Bazin, Micol Grazioli e David Rickard (inaugurazione: venerdì 10 luglio alle 18). I tre artisti, selezionati dal progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION, sono stati in residenza al MUSE nell'ultimo anno, sviluppando un percorso di ricerca e produzione artistica a stretto contatto con il territorio, le comunità e il mondo della ricerca. Fino al 13 settembre 2026 il pubblico potrà scoprire i loro lavori dedicati all'acqua: prototipi, materiali di ricerca e opere in progress che mettono al centro le sfide della gestione, della tutela e della conservazione della risorsa idrica.
Le sfide affrontate dalle tre residenze artistiche al MUSE sono:
“The River’s Voice” (David Rickard) — Vivere con l’acqua: lo sviluppo urbano ha separato le comunità da fiumi e laghi. Ripristinare queste connessioni significa ripensare il modo in cui la città di Trento e il fiume Adige coesistono.
“Waterbodies"(Salomé Bazin) — Monitorare la qualità dell’acqua: un approccio One Health riconosce che la salute dell’acqua, la salute umana e quella degli ecosistemi sono inseparabili — e che il monitoraggio dell’acqua riguarda tutte e tutti noi.
“The Rain Paths" (Micol Grazioli) —Raccolta dell’acqua nelle Alpi: il ritiro dei ghiacciai e i cambiamenti nei modelli di precipitazione stanno riducendo la disponibilità di acqua dolce, richiedendo nuove strategie di raccolta e di resilienza.
Il programma prosegue il 15 e 16 luglio con la settima tappa della "Zattera della Medusa", performance artistica del collettivo Cassata Drone Expanded Archive. Mercoledì 15 luglio alle 17 una processione ecologica di persone volontarie, reclutate tramite un'open call dedicata , attraverserà il quartiere Le Albere e l'antico tracciato del fiume Adige precedente alla rettifica austriaca. Il giorno seguente (con partenza alle 17 da Baita Montesel) la processione risalirà le pendici del Bondone fino alla Terrazza delle Stelle, in un'ascesa poetica, politica ed ecologica dedicata a una re-immaginazione del rapporto tra acque montane e tecnica umana.
A chiudere il programma della Project Room, il 9 settembre, sarà la performance teatrale "The Choreography of Water – La Coreografia dell'acqua" della coreografa rumena Simona Deaconescu. Realizzato site specific al MUSE in collaborazione con il Festival Oriente Occidente, lo spettacolo sarà proposto al pubblico in due repliche - una serale (alle 20.30) e una all'alba (alle 6) - e arricchito da due visite interattive nella Foresta tropicale montana del museo. La pièce affiancherà, opporrà e comporrà i corpi di tre performer a quelli di altrettanti "corpi d'acqua": recipienti di vetro contenenti il più prezioso dei fluidi naturali, con cui danzatrici e danzatori intesseranno una coreografia di ascolto e avvicinamento, a ribadire che l'acqua in noi riverbera con quella del pianeta.
Questo percorso di eventi e conoscenza condurrà a Palazzo delle Albere il 9 ottobre con l'inaugurazione della grande mostra "WATER FLOW", organizzata insieme da MUSE e Mart. Si tratta di un percorso espositivo originale in cui arte e scienza si intrecciano in un racconto fatto di emozioni e distanze tra gli esseri umani e l'acqua, elemento fondamentale per la vita.
Maggiori info sul progetto su muse.it .
07/07/2026