Gli Ultimi Orsi Polari

Teatro

Compagnia AriaTeatro ETS

Età consigliata: 3-5 anni | scuola primaria

Gli Ultimi Orsi Polari
“The Last Polar Bears” è un epistolario per l’infanzia scritto nel 1993 da Harry Horse, autore, illustratore e cartoonist anglosassone. Il racconto venne originariamente ideato ripercorrendo alcune lettere scritte dal nonno paterno dell’autore. Durante la prima guerra mondiale, nonno George, era arruolato nell’esercito indiano; era al tempo giovane e inviava regolarmente lettere alla madre e alla sorella nello Yorkshire, in Inghilterra.

Queste lettere, molte volte in chiave umoristica, descrivevano luoghi, animali, personaggi incontrati durante il viaggio.
Quarantacinque anni dopo, negli anni ’60, finalmente queste lettere furono lette dal nonno George al piccolo Harry. Quando Harry crebbe, si trasformarono per raggiungere molti altri bambini nel resto del mondo. Gli ultimi Orsi Polari è una storia semplice, che però nasconde un tema universale: un nonno, alla fine della sua vita, decide di partire per un lungo viaggio.

“Venerdì 4 ottobre
A nord di Aberdeen, dall’Inaffondabile
Caro Bambino,
Mi spiace per non averti potuto salutare come si deve e spero che tu capisca perché devo fare questa spedizione. Vado al Polo Nord a cercare gli ultimi orsi polari. Vedi, mi ricordo di un caldo pomeriggio d’estate allo zoo, quando ho visto il mio primo orso polare. Era seduto all’ombra di un albero secco. Per nuotare aveva una piccola vasca di cemento. L’acqua era verde… Quella non era vita per un orso polare!”

Il progetto, si ispira e prende corpo partendo dal testo originale, la cui traduzione è a cura degli interpreti con l’accordo della società Harry Horse Ltd. Il racconto del Nonno che decide di partire verso la Cordigliera Artica con un improbabile seguito di attrezzeria casalinga (mazze da golf per piantare la tenda, borsone dello Zio da usare come slitta, oggetti di uso quotidiano legati ai ricordi) accompagnato da Ru, un petulante assistente peloso, apre il lavoro a diverse tematiche attuali e si fa metafora di un discorso più ampio: il tema del fine-vita e il dialogo intergenerazionale strettamente collegati con la fragilità sociale ed ambientale e la sensibilità ecologica che il nostro tempo sta attraversando. Ecco quindi in scena una madre e un figlio in una semplice cameretta. Insieme a loro, piano piano, compare il Polo Nord.
Durante la lettura delle lettere del Nonno la cameretta viene inondata da ombre, proiezioni, pupazzi a misura reale di animali artici che si mescolano alla storia creando una seconda linea drammaturgica. Inizialmente la narrazione del viaggio sembra essere un’escamotage fantasioso della Mamma per accompagnare il Bambino verso la consapevolezza della perdita del Nonno; progressivamente però le parole raccontate si materializzeranno nella cameretta (sotto forma di ombre, suoni) fino all’arrivo di due Orsi Polari. Dopo quel singolare incontro anche la Mamma sarà sopraffatta dalla finzione che sotto ai suoi occhi diviene realtà e perderà il controllo sul gioco che lei stessa sembrava aver creato, rivelandone il vero autore: il Nonno.

Tematiche affrontate:

fine-vita, dialogo intergenerazionale, fragilità sociale ed ambientale, sensibilità ecologica

 

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