Una preghiera per Gaza
Un'opera per non distogliere lo sguardo
Sabato 29 novembre, alle 18.00, presso Spazio Ramē, in Via Madruzzo 66 a Trento, inaugura “Una preghiera per Gaza”, un progetto artistico di Luca Chistè che si è trasformato, nel corso del suo sviluppo, da libro meditativo a grande installazione visiva.
L’opera è originariamente nata come un gesto semplice e verificabile: 147 pagine stampate, ciascuna composta da 368 piccole icone, pari a 54.000 vite perdute. Stampare e sfogliare quelle pagine significava “dare tempo all’attenzione”, lasciando che la ripetizione diventasse meditazione, presenza, ascolto silenzioso, preghiera. Un libro di preghiera costruito per non dimenticare.
Oggi questo nucleo originario si amplia e trova una nuova forma: una tela di grande impatto visivo, lunga 6,30 metri e alta 1,50 metri, presentata per la prima volta al pubblico. La tela non sostituisce il libro: ne è lo sviluppo lineare, la sua espansione spaziale. Se il volume chiedeva un tempo lento e sequenziale, la grande superficie permette una percezione
d’insieme, una massa visiva che restituisce la portata della tragedia e, insieme, il senso profondo della ripetizione.
“Una preghiera per Gaza” vive dunque su due piani complementari:
– il libro, 147 pagine da percorrere una a una, come un esercizio di attenzione;
– la tela-installazione, che dispone visivamente quell’immenso numero di vite in un unico corpo,
una superficie contemplativa che obbliga a uno sguardo frontale e indivisibile.
In dialogo con “Una preghiera Gaza” anche l’opera fotografica di Paola Marcello:
PALESTINA: VITA OLTRE IL MURO
Quando le immagini si fanno presente
Il percorso espositivo includerà anche il lavoro di Paola Marcello, “PALESTINA: VITA OLTRE IL MURO. Quando le immagini si fanno presente”, un progetto nato quindici anni fa, ma che sconta la sua profonda attualità.
Il suo lavoro nasce da uno sguardo umano e partecipe che racconta la Palestina attraverso le vite quotidiane, gli spazi di resistenza, la dignità delle persone che abitano un territorio fratturato.
Paola Marcello costruisce un racconto visivo che sfugge alla retorica e restituisce, con grande delicatezza, le micro–storie che sopravvivono “oltre il muro”: volti, gesti, frammenti di normalità, attese, ferite e speranze.
La presenza del suo progetto in mostra genera un dialogo necessario: l’opera di Gaza lavora sulla memoria e sulla misura visiva della tragedia; quello dell’autrice meranese riporta al centro del tema le persone, le storie, il quotidiano che resiste.
Due prospettive diverse, ma complementari, che convergono nel tentativo di non distogliere lo sguardo.
Giorni e orari da concordare per visite di gruppi, classi scolastiche. Scrivere a: spaziorame.info@gmail.com