Visitate il Garda | Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno

Mostra
[ MAG Museo Alto Garda, Riva del Garda | TCU cbasso]

Venerdì 3 luglio alle ore 20.30, il MAG inaugurerà la nuova mostra temporanea “Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno”, un'indagine visiva dedicata alla costruzione storica dell'immagine turistica del lago di Garda.

Per oltre un secolo il lago di Garda è stato, per la maggior parte dei viaggiatori, un’esperienza anticipata da un’immagine. Manifesti, cartoline, brochure, guide illustrate, fotografie e, più tardi, filmati cinematografici hanno progressivamente definito un repertorio visivo condiviso, capace di trasformare un paesaggio geografico in una delle più riconoscibili icone turistiche europee.

La mostra Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno, allestita al Museo Alto Garda di Riva del Garda dal 4 luglio al 18 ottobre, si propone di indagare proprio questo processo: la costruzione storica, culturale e visiva dell’immagine turistica del Garda tra la fine dell’Ottocento e la piena età contemporanea.

Il progetto espositivo, curato da Matteo Rapanà, Direttore del Museo Alto Garda, e Anna Zunino, Responsabile dell’Archivio della Pubblicità di Genova, nasce in occasione del centenario della nascita dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda, oggi Garda Dolomiti.

Il manifesto turistico emerge in questo contesto come un dispositivo culturale di primaria importanza. Esso non si limita a pubblicizzare un luogo, ma contribuisce a costruirne l’identità, registrando con precisione i mutamenti del gusto, delle tecniche artistiche, delle aspirazioni sociali e delle infrastrutture di mobilità.

«Visitate il Garda nasce dalla volontà di raccontare come si è costruita, nel corso di oltre un secolo, l'immagine del nostro territorio. - racconta Matteo Rapanà - Manifesti, locandine, cartoline e guide da viaggio non sono semplici strumenti promozionali: sono documenti che riflettono i cambiamenti della società, del gusto, delle infrastrutture e del modo di vivere il paesaggio.  Attraverso questa mostra il Museo Alto Garda mette a disposizione del pubblico locale e di quello turistico un patrimonio che negli anni è stato arricchito grazie a un costante lavoro di ricerca, acquisizione e valorizzazione, restituendo una lettura complessiva dell'evoluzione del turismo gardesano, del nostro territorio e dell'immaginario che lo ha reso una delle destinazioni più conosciute d'Europa. Il ruolo di un museo, infatti, non è soltanto conservare gli oggetti, ma offrire strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. 
Recuperare questi materiali significa riscoprire le radici di un'identità condivisa e capire come il Garda sia diventato, nell'immaginario europeo prima e internazionale poi, un luogo simbolo di bellezza, accoglienza e desiderio di viaggio». 

Le sezioni espositive

La mostra è divisa in tre diverse sezioni:

1. Suggestioni mediterranee tra le Alpi

La lunga stagione che precede la Prima guerra mondiale segna l’ingresso del Garda nell’immaginario turistico europeo. In questa fase iniziale, la promozione turistica costruisce un’immagine del Garda come luogo di straordinaria eccezionalità climatica e paesaggistica, un “Mediterraneo del Nord” caratterizzato da luce, vegetazione esotica e atmosfere di villeggiatura elegante.

Tra le prime figure autoriali spicca Elio Ximenes, presente in mostra con numerosi manifesti tra cui il celebre Lago di Garda del 1904, in cui il paesaggio gardesano si carica di una dimensione evocativa e teatrale, ancora profondamente legata alla cultura pittorica ma già orientata verso una sintesi più moderna dell’immagine.

2. L’ebbrezza della velocità

La seconda sezione documenta la trasformazione del linguaggio visivo tra gli anni Venti e Quaranta, in coincidenza con la ridefinizione politica e infrastrutturale del territorio dopo la Prima guerra mondiale.

Simboli di progresso sono la Gardesana Orientale e Occidentale, battezzate da Gabriele D’Annunzio come “l’italianissima via lacustre”: queste spettacolari vie di comunicazione consentono di percorrere il lago interamente in automobile.

L’influenza del Futurismo si traduce in immagini capaci di esaltare il movimento e il progresso tecnico, trasformando il viaggio in un’esperienza moderna, emozionante e spettacolare, come testimoniano i manifesti legati alla mobilità automobilistica e ai circuiti turistici, tra cui Circuito del Garda. Autolinee di Gran Turismo di Arduino Colato del 1930.

3. Verso il turismo moderno

Negli anni Venti e Trenta il Garda conosce una nuova trasformazione. Cambia anche il pubblico di riferimento: non più i visitatori nordici, ma la borghesia italiana a cui il Garda viene presentato come un luogo moderno, simbolo di una ritrovata identità nazionale.

Le figure femminili eleganti e statiche della Belle Époque lasciano progressivamente il posto a corpi dinamici, sportivi e consapevoli, espressione di un nuovo rapporto con il tempo libero, il benessere e la modernità.

Il sistema di comunicazione turistica

Accanto ai manifesti, la mostra evidenzia l’esistenza di un sistema integrato di comunicazione che comprende cartoline illustrate, brochure, guide, fotografie e materiali editoriali. Con l’avvento del cinema, questo sistema si arricchisce di una nuova dimensione: le immagini in movimento. I filmati dell’Istituto Luce proiettati in mostra introducono infatti una percezione dinamica del paesaggio, in cui il Garda non è più solo rappresentato, ma vissuto nel tempo.

La mostra restituisce così la complessità di un processo storico in cui il Garda non è soltanto un luogo, ma una costruzione culturale stratificata. L’immagine turistica non è mai neutra: essa seleziona, interpreta e amplifica determinati aspetti del territorio.